Chi sono

Ho 39 anni e sono nato e cresciuto a Valenza. Ho frequentato le scuole dell’obbligo cittadine e mi sono diplomato al Liceo Scientifico Leon Battista Alberti. Sono stato allievo per molti anni del Circolo Amici della Musica dove ho studiato pianoforte, tastiere, sax e canto i e in quegli anni mi sono divertito ad animare la messa dei “ragazzi” alla Madonnina. 

Da bambino e ragazzo ho frequentato in città diverse attività sportive come Judo, calcio, basket e nuoto, pur piacendomi tutte ho ben presto capito che non ero proprio un atleta e pertanto ho deciso che lo studio sarebbe stato la mia strada.

Mi sono laureato con lode in medicina e chirurgia presso l’università di Pavia e specializzato con lode in cardiologia sempre presso lo stesso ateneo. Ho conseguito un master di secondo livello in medicina vascolare presso l’università degli studi di Milano. Dopo gli studi ho deciso che Valenza sarebbe stata la città dove creare la mia famiglia. Mi sono sposato con l’infermiera più bella e brava che ho incontrato durante il mio tirocinio in cardiologia a Pavia; suo malgrado non è più ritornata nella sua bella Sicilia e ci siamo trasferiti a Valenza. Abbiamo 2 figli, Lorenzo di 4 anni e Giulia di 6 anni; completa la nostra famiglia il nostro cane Leo.   Esercito l’attività di cardiologo presso l’ASST della provincia di Pavia (Ospedale di Voghera) e come libero professionista.

Perchè mi candido

Quest’anno dopo lo scoppio dell’emergenza Coronavirus mi è stata chiesta la disponibilità a ricoprire la carica di Vicesindaco per poter supportare maggiormente le attività comunali e di protezione civile portando il mio bagaglio personale e professionale medico. E’ stato un periodo difficile e triste, ma allo stesso tempo stimolante e appagante. Lavorare per la propria città e per i propri concittadini, durante una emergenza sanitaria e a stretto contatto con tutte le associazioni di volontariato mi ha molto segnato, stimolato e formato.

Ho riflettuto molto se proseguire o meno questa esperienza allo scadere dei 5 anni, di certo è stato molto faticoso e conciliare l’attività lavorativa e la famiglia con i tempi amministrativi non è di certo facile. Però ho sempre creduto che la politica non debba essere un lavoro (a tratti mi preoccupa quando lo diventa) ma che debba essere come una missione, chi ha il coraggio, la voglia, la serietà e la capacità di farlo credo debba provare a mettersi a servizio della propria comunità. Ed è questo il mio spirito. Una visione molto lontana dalle dinamiche di partito ma dove la chiave di svolta deve essere l’impegno, la competenza, la serietà, la correttezza e soprattutto il buon senso.

La mia visione di Valenza

Valenza ha una sua naturale e indiscutibile connotazione nel panorama internazionale, è un punto di riferimento mondiale della manifattura dell’alta gioielleria e deve continuare ad avere l’ambizione di crescita. La candidatura a città creativa Unesco che con perseveranza abbiamo portato avanti nell’ultimo periodo è la dimostrazione di quale sia la mia visione di città. E’ limitante parlare solo di orgoglio valenzano, si tratta di amplificare il concetto di “valenzanità” che si traduce in una ricerca costante del bello, nell’esclusivo, ma anche del capacità costante ad immaginare e reinventare il proprio futuro.

La politica per me

Nel 2015 ho deciso di buttarmi in una esperienza nuova, convinto che nella vita non ci si debba mai sedere sugli allori ma che si debba sempre crescere ed imparare.Mi sono candidato alla carica di consigliere comunale conseguendo un ottimo risultato. Mi è stato subito proposto di entrare nella Giunta comunale e sono stato nominato Assessore ai Lavori Pubblici, Ambiente, Protezione Civile, frazioni e partecipazione.

Questi 5 anni da amministratore mi hanno permesso di conoscere le norme che muovono la macchina amministrativa, oltre ai meccanismi delle pubbliche amministrazioni. L’assessorato che ho guidato , i lavori pubblici, è stato una sfida importante, difficile, caratterizzata da gioie e dolori. Sono partito dalla impossibilità di effettuare lavori per mancanza di risorse, pian piano ho lavorato con i colleghi per reperirle e progressivamente ho potuto ricominciare a programmare per la città un lento ritorno alla normalità. Ogni opera conclusa l’ho sempre vissuta come una vittoria, provando la stessa felicità che si prova a costruire qualcosa di proprio.

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